Vagli – Castelnovo Monti

Sui Passi di Dante

Un viaggio, al ritmo del camminare, che permette di seguire idealmente parte del percorso che condusse Dante Alighieri dal Castello Malaspina di Massa in Toscana all’Emilia Romagna.
Egli infatti, durante il suo esilio e pellegrinaggio per l’Italia, non può fare a meno di ricordare nella Divina Commedia i nostri paesi, Castelnovo Monti e la Pietra di Bismantova e Vagli con le Alpi Apuane. Infatti, partendo dal “Massese”, ospite dei Malaspina, e diretto in Romagna descrive le meraviglie naturali che gli si prospettano dinanzi.

Giovanni Fontanesi “La valle del Serchio” – particolare
Giovanni Fontanesi “La Pietra di Bismantova” – particolare

Nel canto XXXII dell’Inferno, passando attraverso la “finestra del Tambura”, allora chiamato “Tambernicchi”, ammira le cime delle Apuane. Le montagne del territorio di Vagli diventano nella Commedia, con la loro imponenza, sede delle anime dannate.

Come noi fummo giù nel pozzo scuro
sotto i piè del gigante assai più bassi,
e io mirava ancora a l’alto muro,

dicere udi’ mi: “Guarda come passi:
va sì, che tu non calchi con le piante
le teste de’ fratei miseri lassi”.

Per ch’io mi volsi, e vidimi davante
e sotto i piedi un lago che per gelo
avea di vetro e non d’acqua sembiante.

Non fece al corso suo sì grosso velo
verno la Danoia in Osterlicchi,
né Tanaï là sotto ‘l freddo cielo,

com’era quivi; che se Tambernicchi
vi fosse sù caduto, o Pietrapana,
non avria pur da l’orlo fatto cricchi.

Il percorso, che può essere comunque effettuato in entrambe le direzioni, parte da Vagli Sopra, da dove, a poche decine di metri dal Palazzo del Doma in direzione delle cave, inizia tra due case il sentiero 177 che sale a Campocatino. Questo tratto di sentiero, che si sviluppa su un dislivello di 280 m, è percorribile a piedi ed, in discesa, anche in MTB.
Giunti a Campocatino, dove è possibile visitare il Centro Visita dell’Oasi Naturale LIPU e trovare ristoro presso il Rifugio di Campocatino, ci si trova ai piedi del Monte Roccandagia e dell’anfiteatro chiuso a sud dal Monte Tambura. Da qui si diramano i sentieri che portano all’Eremo di San Viano ed al Passo della Tambura (segnavia 147 e 35) il primo, ed al Passo della Tombaccia e successivamente della Focolaccia (segnavia 8) il secondo.

Monte Tambura
Campocatino

Da qui, seguendo la strada asfaltata di accesso a Campocatino, si arriva al Giovetto, da dove in direzione nord, parte il sentiero (149) che conduce al Roggio.
Giunti al Roggio si imbocca il Sentiero del Fungo che ci condurrà a Casatico, accesso alla valle del Serchio. Qui in corrispondenza di una croce di ferro prendiamo il sentiero che, attraverso vecchie mulattiere passando per Vitoio, porta al centro di Camporgiano.
L’attraversamento del fiume Serchio avviene sul ponte della strada provinciale 66 che conduce a San Romano in Garfagnana, e lo si può raggiungere prendendo la Strada della Stazione da dove per mulattiera si arriva all’agriturismo Mulin del Rancone e quindi alla SP66.
Superato il ponte e percorsi 500 metri di provinciale verso San Romano, prima di un tornante sulla destra, si entra a sinistra nel sentiero che porta a Naggio e, da qui, attraversando la strada regionale 445 si imbocca via Prà del Lago che conduce all’area sportiva attrezzata di San Romano.

Camporgiano e, in alto, Casatico
Castello delle Verrucole e Valle del Serchio

Seguendo il sentiero dal parcheggio del campo sportivo di San Romano, che inizia in corrispondenza dell’ingresso del Parco Avventura Selva del Buffardello, ci si alza nel bosco fino alle prime case del borgo del castello, da dove per una vecchia mulattiera si arriva alla strada asfaltata che porta all’ingresso del Castello delle Verrucole, antico feudo Medioevale della famiglia dei Gherardenghi.
Scendendo a fianco della fontana prendiamo il sentiero che conduce a Vibbiana e da qui, nella parte alta del paese, inizia la mulattiera che conduce alle Capanne di Vibbiana, e da qui all’ingresso del Parco dell’Orecchiella.
Poco dopo aver superato il Ristorante La Greppia, dopo aver svoltato a destra in direzione Parco, sulla sinistra inizia la parte ovest del Sentiero Airone 3 che conduce ai Casini di Corte, antico alpeggio di pastori, dove al termine dell’abitato continuiamo a seguire il Sentiero Airone 3 che ci porterà fino al Rifugio La Foce e quindi alla Focerella, passo e confine tra Toscana ed Emilia Romagna.

Focerella – Confine tra Toscana ed Emilia Romagna
Monte Cusna e Valle dell’Ozola

Dalla Focerella si segue il segnavia 633 (SSP) fino al Rifugio Bargetana e a Lama Lite, importante crocevia storico e spartiacque tra la valle dell’Ozola e quella del Dolo. Percorrendo il sentiero 615 si giunge in località Passone dove, svoltando a sinistra, si imbocca il sentiero 607 che percorre tutto il crinale fino alle pendici del Monte Cusna (2121 m). Da qui è possibile raggiungere la vetta salendo le Roccette che puntano direttamente alla croce, oppure percorrere la variante V607 e poi risalire verso sinistra il sentiero 619.
Dalla vetta del Monte Cusna si segue il segnavia 625 che ci porta alla località Le Prese e, seguendo il sentiero 623, al Rifugio Monteorsaro.
Una valida alternativa, soprattutto in caso di tempo incerto, è il sentiero “delle veline” 623 che conduce direttamente alla località Le Prese.

Monti Prampa e Cisa
Fiume Secchia e Gessi Triassici

Nel IV canto del Purgatorio, accompagnato da Virgilio sale sulla pietra di Bismantova, si ferma per riposare e rimane incantato dal panorama che si estende dalla valle del Secchia fino alle cime delle nostre montagne.

Vassi in Sanleo e discendesi in Noli,
montasi su in Bismantova ‘n Cacume
con esso i piè; ma qui convien ch’om voli;

dico con l’ale snelle e con le piume
del gran disio, di retro a quel condotto
che speranza mi dava e facea lume.

Noi salavam per entro ‘l sasso rotto,
e d’ogne lato ne stringea lo stremo,
e piedi e man volea il suol di sotto.

Poi che noi fummo in su l’orlo suppremo
de l’alta ripa, a la scoperta piaggia,
“Maestro mio”, diss’io, “che via faremo?”.

Ed elli a me: “Nessun tuo passo caggia;
pur su al monte dietro a me acquista,
fin che n’appaia alcuna scorta saggia”.

Lo sommo era alto che vincea la vista,
e la costa superba più assai
che da mezzo quadrante a centro lista.

Vista sulla valle dei Gessi Triassici e sulla Pietra di Bismantova
Pietra di Bismantova

Tempo di percorrenza: 3 giorni

Difficoltà: E